Venerdì 9 giugno – ore 20,00

Introduzione alla degustazione della birra


Mini-corso di degustazione a cura dell’Unione Degustatori Birre

Come cominciare la serie di laboratori se non con un mini-corso di degustazione per neofiti, capace di fornire loro i primi strumenti per orientarsi tra le centinaia di birre presenti a Fermentazioni? I preparatissimi ragazzi dell’Unione Degustatori Birre guideranno i partecipanti alle metodologie per un assaggio consapevole. Sarà una sorta di mini-corso, nel quale verranno spiegati i concetti fondamentali del mondo brassicolo e offerte le nozioni di base della degustazione, con l’analisi visiva, olfattiva e gustativa.

La partecipazione è totalmente gratuita fino a esaurimento posti.

Sabato 10 giugno – ore 16,00

Fermentazioni italiane: le nuove birre dei birrifici nostrani


Cinque “novità brassicole” in degustazione + bonus

Il successo della birra artigianale ha spinto i nostri produttori a ideare sempre nuove ricette e a realizzare con continuità birre assolutamente inedite. Il laboratorio in oggetto permetterà ai suoi partecipanti di assaggiare le ultime novità dei birrifici di Fermentazioni, raccontate dai loro protagonisti.

Di seguito le birre in programma: 

Robert Gose to Casacalenda - La Fucina
Creata in collaborazione con Cantaloop, altro birrificio molisano, è liberamente ispirata alle Gose, le mitiche birre salate di Lipsia e dintorni. Di tenore alcolico contenuto (4,2%), è realizzata tramite un sour mash e un leggero dry hopping di luppolo Cascade.

Opis - Sorrento
Seconda Italian Grape Ale per il birrificio campano dopo l'apprezzatissima Ligia. La Opis è prodotta con uva Biancolella, ma mantiene un'evidente identità di birra: l'anima "vinosa" è infatti solo un corredo, come espressamente richiesto dalle linee guida di questo giovane (quasi) stile.

Neuro Sali&Tabacchi - La Casa di Cura
Versione speciale della Irish Red Ale del produttore abruzzese La Casa di Cura. La ricetta è molto particolare e prevede un'aromatizzazione con sale fiore delle Saline di Trapani e tabacco Kentucky usato per i famosi sigari "toscani".

41° Parallelo Barrel Aged - Birrificio Pontino
Torna la validissima Farmhouse Ale del Birrificio Pontino e lo fa in questa nuova versione affinata in legno. La base prevede come sempre un'aggiunta di Kiwi Giallo dell'Agro Pontino e un inoculo di Brettamomyces, ma in più è prevista una maturazione di 6 mesi in botti di rovere usate precedentemente per vino Amarone.

Lady Rose - Manerba
La novità del Birrificio Manerba è una Fruit Beer prodotta con quasi un quintale di lamponi freschi, pressati da interi. L'iter produttivo prevede una seconda fermentazione attivata proprio dall'aggiunta della frutta. Inusuale alla vista, con un colore rosa acceso e una schiuma rosata.

BONUS - Sidro - Birra Perugia
Nuova ricetta per il sidro di Birra Perugia, con una composizione di mele diversa dal passato. Attacco più dolce, ma anche maggiore secchezza.

Il costo di partecipazione è di 6 euro e non include il biglietto d’ingresso alla manifestazione.

Eventbrite - Fermentazioni italiane: le nuove birre dei birrifici nostrani

Sabato 10 giugno – ore 18,00

Unionbirrai 2.0: le novità e le reazioni all'industria


Come cambierà Unionbirrai dopo la sua recente trasformazione? Quali strategie adotterà contro l'invasione delle multinazionali?

Dopo quasi vent'anni di attività, lo scorso aprile Unionbirrai è stata protagonista di una profonda rivoluzione. Il soggetto rappresentativo dei microbirrifici italiani è infatti passato dallo status di semplice associazione culturale ad associazione di categoria, compiendo un salto di qualità lungamente auspicato. Tra gli obiettivi primari c'è il raggiungimento di una gestione manageriale, che possa elevare Unionbirrai a definitivo punto di riferimento del settore. Grazie alla presenza di alcuni esponenti dell'associazione, potremo conoscere in anteprima le tante novità all'orizzonte. Ma in particolare ci concentreremo sulle strategie che l'associazione intende mettere in campo per contrastare la crescente invasione dell'industria nel comparto craft italiano. Una problematica molto sentita al momento nell'ambiente e nei confronti della quale la nuova Unionbirrai sembra voler porsi in maniera netta e decisa. Con quali provvedimenti e soluzioni? Lo scopriremo insieme in una presentazione dove non mancherà la preziosa interazione con il pubblico presente.

La partecipazione è totalmente gratuita fino a esaurimento posti.

Sabato 10 giugno - ore 20,00

IPA (r)evolution


L'evoluzione dello stile più diffuso al mondo nelle sue varie incarnazioni moderne.

Uno stile scomparso, poi ritrovato, rivalutato e, oggi, quasi inflazionato. Parliamo ovviamente delle moderne IPA, che nonostante siano praticamente onnipresenti sul mercato, continuano a evolvere grazie a interessanti declinazioni di produzione. Ricorrendo spesso all'impiego di ingredienti insospettabili o di nuove tecniche realizzative, i birrai di tutto il mondo mantengono vivo uno stile che ogni volta sembra aver detto tutto, ma che continua a sorprendere.

Roberto Muzi, docente per i Master of Food di Slow Food e grande conoscitore dell’universo brassicolo, ci guiderà alla scoperta di 4 di moderne evoluzioni italiane di IPA. Tramite l’assaggio e il racconto di chi le produce proveremo a capire le ragioni di questi nuovi approcci e quali sono le prospettive delle birre nelle quali, in qualche modo, compare l’acronimo IPA. 

Di seguito le birre in programma:

Spaceman Grapefruit Brewfist
Le Grapefruit IPA sono un'evoluzione delle classiche American IPA, realizzate con all'aggiunta di pompelmo e altri agrumi al fine di esaltarne gli aromi citrici. Brewfist realizza una delle migliori interpretazioni italiane di questo sottostile, caratterizzata da una potenza aromatica invidiabile.

Mini - Hammer
Quello delle Light IPA (anche dette Session IPA) è un sottogenere che si è diffuso in Italia negli ultimi tre anni, ottenendo un grande successo. Uniscono il deciso aroma di luppolo a un tenore alcolico contenuto, rendendole ottime per la bella stagione. La Mini di Hammer è senza dubbio una delle migliori incarnazioni disponibili in Italia.

Nerd Choice Juicy Edition Ritual Lab
Oltre a essere uno dei migliori giovani birrifici d'Italia, Ritual Lab si dimostra sempre attento alle tendenze del momento. Prova ne è la versione "Juicy" della sua Nerd Choice, con cui la birra si sposta nel mondo delle New England IPA, produzioni opalescenti e "succose".

Riff - P3 Brewing
Una delle prime White IPA create in Italia è stata la Riff del giovane birrificio sardo P3 Brewing. Come da copione rappresenta l'anello di congiunzione tra le IPA di stampo americano e le Blanche belghe: oltre al malto d'orzo c'è una percentuale di frumento e la ricetta prevede una speziatura con coriandolo e buccia d'arancia amara.

Il costo di partecipazione è di 6 euro e non include il biglietto d’ingresso alla manifestazione.

Eventbrite - IPA (r)evolution

Domenica 11 giugno – dalle ore 12,00

Cotta pubblica dimostrativa


Un gruppo di appassionati homebrewer effettuerà una cotta pubblica gratuita, mostrando le meraviglie della birrificazione casalinga.

Domenica 11 giugno – ore 17,00

Gluten free: il progetto di Birra Etnia


Il progetto del birrificio lombardo per ottenere birre artigianali senza glutine

Tra le intolleranze alimentari, quella al glutine è una delle più insidiose e debilitanti e può diagnosticarsi come semplice sensibilità alla proteina o come vera e propria malattia, quando parliamo di celiachia. Fino a poco più di vent’anni fa, molte delle persone affette da celiachia erano inconsapevoli di esserlo, mentre le altre già “informate” dovevano ingegnarsi in modi vari per poter condurre una vita normale e in piena salute. Per forza di cose, la soluzione era eliminare dalla propria alimentazione una lunga lista di alimenti o rifornirsi in, costosi, negozi specializzati. La crescente richiesta di alimenti senza glutine ha attirato l’attenzione del mercato alimentare che si è ingegnato nella produzione di alimenti e bibite che fossero adatte a intolleranti e celiaci, e questa sfida ha coinvolto anche il mondo della birra artigianale.

Da qualche tempo Birra Etnia sta lavorando per rendere tutte le sue birre totalmente gluten free. Le prime produzioni che hanno subito questa importante trasformazione (ottenendo il rispettivo certificato alimentare) sono state le due "session" UK e NZ, ma l'obiettivo è di convertire l'intera gamma. Alla base dell'operazione c'è un approfondito studio su particolari trattamenti enzimatici, che permettono di deglutinizzare le birre durante il processo produttivo. Nicola Grande, birraio di Birra Etnia, ci illustrerà i dettagli dell'intero progetto, le soluzioni tecniche che hanno permesso di ottenere prodotti gluten free e le possibilità che si aprono per tante persone affette da questa specifica intolleranza che però non vogliono rinunciare a una buona birra. Ovviamente non mancherà un assaggio delle birre senza glutine di Birra Etnia, che dimostreranno come un trattamento del genere non inficia minimamente le qualit organolettiche della bevanda.

La partecipazione è totalmente gratuita fino a esaurimento posti.

Domenica 11 giugno – ore 19,00

Birre d’oltre malto (d’orzo)


Breve viaggio tra le birre italiane caratterizzate dall’apporto dei cereali “alternativi”

In tempi passati la birra era fortemente caratterizzata dall’impiego di granaglie non nobili diverse dall'orzo: in un mondo in cui i trasporti non erano evoluti come oggi, la bevanda era inevitabilmente legata al territorio. Allo stesso modo tanti stili erano influenzati dalla povertà e dalle poche risorse disponibili, ben diverse da quelle "ideali". Facile pensare alle Saison della Vallonia, ma non solo. In Italia, forti della biodiversità straordinaria della nostra penisola, i birrai fin da subito sono andati alla ricerca di ingredienti che appartenessero alle loro radici agricole e culturali e tra di essi naturalmente non ci sono solo le castagne o le ciliegie, ma anche un numero straordinario di cereali.

Roberto Muzi, docente per i Master of Food di Slow Food e grande conoscitore dell’universo brassicolo, ci guiderà alla scoperta di 4 di quattro birre italiane caratterizzate dall'impiego di grani non usuali. Insieme ai birrai cercheremo di comprendere il motivo che li ha spinti a usare quel particolare ingredienti e con quale effetto. 

Di seguito le birre in programma:

Beva Birranova
Questa storica produzione del pugliese Birranova è una Belgian Ale che impiega un ricco mix di cereali, per un risultato davvero sorprendente. La base fermentabile è costruita, oltre che con il classico malto d'orzo, anche con frumento maltato, avena e segale.

Piedi Neri - Croce di Malto
L'obiettivo del birrificio piemontese con questa birra è di esaltare il suo legame con il territorio di appartenenza. La base è quella di una Russian Imperial Stout, ma la ricetta prevede l'aggiunta di castagne e, soprattutto, riso venere del novarese.

Velvet Suit MC-77
Anche il marchigiano MC-77 si iscrive nel club delle New England IPA (anche conosciute come Juicy IPA) con la loro Velvet Suit, che, tra gli altri escamotage, utilizza una grande percentuale di avena per ottenere un aspetto opalescente e un corpo vellutato.

L'Una - Opperbacco
Ideata nel "lontano" 2009, la L'Una è una delle birre più rappresentative dell'abruzzese Opperbacco. Ispirata alle grandi birre belghe d'abbazia, è aromatizzata con buccia d'arancia e coriandolo ma soprattutto prodotta con una inaspettata percentuale di segale.

Il costo di partecipazione è di 6 euro e non include il biglietto d’ingresso alla manifestazione.

Eventbrite - Birre d’oltre malto (d’orzo)

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